Gli obiettivi della missione e il ruolo di Guidoni
Il ruolo di Umberto Guidoni questa volta è di "astronauta operativo". Con la spilletta d'oro sulla giacca (l’argento è per chi è al debutto spaziale), volerà insieme con un americano, John Phillips, e un russo, Jurij Lonchakov, che invece sono esordienti dello spazio. Gli altri, come lui, sono veterani: il comandante Kent Rominger, il copilota Jeff Ashby, gli specialisti Scott Parazinsky, e il canadese Chris Hadfield. La marcia di avvicinamento di Guidoni e dei suoi compagni di viaggio alla Space Station «Alfa» durerà due giorni: il tempo di inserirsi in orbita a 380 chilometri di quota e a 51 gradi di inclinazione sull'equatore. Lassù, Guidoni tornerà a vivere la fantastica esperienza da lui stesso definita "Il giro del mondo in 80 minuti", che poi è diventato anche il titolo di un libro (pubblicato a Roma dalla Di Renzo Editore) in cui racconta la sua precedente impresa: tanto impiega infatti la navetta, a compiere un giro attorno al globo.
L'attracco ad "Alfa" avverrà il 21 aprile, con una tecnica
già ben collaudata dallo shuttle: questa è la nona missione di
una navetta destinata alla Stazione spaziale. Una operazione molto
importante riguarderà l'attracco del modulo logistico italiano
«Raffaello» verrà estratto dalla stiva della Endeavour, per essere
agganciato al modulo statunitense, che assieme ai due moduli russi "Zarija" e
Zvezda", e al nodo "Unity", formano la "struttura
portante" di ciò che finora è stato assemblato in orbita.
Da «Raffaello» verranno scaricate alcune tonnellate di apparati
scientifici e per esperimenti, attrezzi e viveri. Il modulo logistico,
costruito dall'Alenia, conterrà anche otto "racks", cioè
armadietti per la strumentazione scientifica, due dei quali verranno
trasferiti sul modulo-laboratorio americano "Destiny".
Ma la prima operazione da compiere, quella fondamentale per la
missione, sarà il montaggio sulla Stazione del primo e super-sofisticato
braccio robot, quello che aiuterà gli astronauti a compiere le
operazioni esterne, e a sostituirli quando sarà necessario. E'
di costruzione canadese, e se ne occuperà l'astronauta Chris Hadfield,
che rappresenta appunto l'agenzia spaziale canadese CSA.
Inoltre
verrà agganciata esternamente un'antenna UHF per le comunicazioni.
Questi complessi lavori richiederanno due "passeggiate spaziali",
che verranno effettuate da Parazinsky e Hadfield.
Lo shuttle resterà attraccato alla stazione spaziale per otto giorni,
nel corso dei quali Guidoni e i suoi compagni vivranno e lavoreranno
accanto agli attuali inquilini di "Alfa", il russo Jurij
Usachev, e gli americani James Voss e Susan Helms, in orbita da
alcune settimane e destinati ad abitare la stazione orbitante per
quattro mesi. Il distacco dello shuttle «Endeavour» dalla "Base
Alfa" è previsto 48 ore prima del rientro sulla terra, che
dovrà avvenire il 30 aprile sulla pista 33 di Cape Canaveral, dopo
una missione di 10 giorni e 18 ore. Il primo volo Guidoni lo compì
nel 1996, quando viaggiò sulla navetta "Columbia" per
16 giorni (una delle missioni shuttle di maggior durata), e quando
fu il responsabile, come astronauta scientifico dell'Agenzia Spaziale
Italiana, dell'esperimento-Tethered, quello del satellite che si
allontanava dallo shuttle legato ad un filo lungo 20 chilometri.
Era una sorta di grande dinamo nello spazio, che produsse energia
elettrica catturando con il suo cavo conduttore le particelle del
campo megnetico terrestre. Esperimento scientifico riuscito, nonostante
la rottura del cavo che causò la perdita del satellite italiano.
Con Guidoni c'era anche un altro italiano, Maurizio
Cheli, che
volava come "Specialista di missione" dell'Agenzia
spaziale europea.

